Come allegato a Il Giornale, nelle edicole italiane si può richiedere il nuovo libro di Luigi Iannone, collaboratore delle pagine culturali dello storico quotidiano milanese intitolato All'armi siamo (ancora?) fascisti edito per la collana Fuori dal Coro.
Un interessante libro di cui consiglio una attenta ed approfondita lettura, partendo dalla considerazione che la sinistra italiana, da 70 anni a questa parte, agita il demone di un "fascismo permanente".
Questo è uno dei drammi di un paese irrisolto che non ha fatto e forse non vuole fare conti la Storia.
Eppure, da giovane studente di liceo nei primi anni 90, ero convinto che le tracce della guerra civile che si è computa nel nostro paese dal giorno 8 settembre 1943 al maggio del 1945 potessero progressivamente dissolversi.
Mi aspettavo che tutto fosse primo o poi sottratto all'eccessiva politicizzazione e finalmente storicizzato.
Purtroppo non è stato cosi.
Vedevo buoni segnali grazie ai corposi studi di Renzo De Felice che nei suoi libri depotenziava il nostalgismo dall'abituale carica mitologica entro cui era rintanato, riportando con serenità di giudizio e di obiettività i singoli tratti del fascismo, delegittimando l'antifascismo militante, perché una volta che quell'epoca e quel regime, venivano consegnati alla storia, che è maestra di vita, nessuno poteva più trarne giovamento per meschine rendite di posizione politico culturale.
Finalmente il ventennio 1922-1945 poteva essere trattato alla stregua di qualsiasi periodo della storia del nostro paese, con pregi e difetti.
Ed invece sotto questo antifascismo militante, tornato nuovamente di "moda" grazie ad alcuni esponenti della sinistra di governo, il deputato Emanuele Fiano, in primis, si nasconde l'idea censoria e totalitaria che ha sempre animato le anime belle della sinistra demo-progressista il cui sogno inconfessato è lo stesso da una vita: far tacere voci dissenzienti, depotenziare ogni pensiero politicamente non corretto, ritenere pericolosi anche quei soggetti che, ingenuamente o no, si aggrappano al folklore, al nostalgismo di maniera dell'esibizione di qualche oggetto del passato.